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venerdì 6 novembre 2009

Un vero orrore di comunicazione sulla presunta “Pandemia “ inventata dalle industrie farmaceutiche con la complicità dei media.

Un vero orrore di comunicazione sulla presunta “Pandemia “ inventata dalle industrie farmaceutiche con la complicità dei media, per vendere un vaccino, inutile.
Ricevo, questo bel racconto, di una esperienza vissuta in gioventù, dal suo autore.
Un vero orrore di comunicazione, però se proposto oggi, nel clima di terrore che i media ci stanno imponendo, con il loro inutile allarmismo su la “ Suina” che poi suina non è.
Mi auguro che il nostro autore. abbia solo voluto raccontare un “ pezzo della sua storia personale” e che si comprenda come, le "cose" dal 1917 ad oggi, siano completamente cambiate e che nell’era del digitale faccia sorridere, l’avere paura di un virus che altro, non provoca che, una “ banale influenza”
Giuseppe Maria Galliano


Quando mi svegliai, la stanza era piena di luce; pensai che doveva essere molto tardi, non avrei potuto andare a scuola. Mi rigirai nel letto e solo allora mi resi conto che ero coricato nel letto dei miei genitori, al posto di mia mamma, sprofondato nel grande cuscino con il quale lei dormiva e che a me piaceva tanto. Un odore forte, di qualcosa cotta sulla fiamma viva mi fece cacciare la testa da sotto le coperte, quel profumo mi aveva svegliato anche lo stomaco, avevo molta fame e mi accingevo a chiamare mia madre per sapere perché non ero andato a scuola e perché mi ritrovavo nel suo letto. Non ebbi il tempo di farlo, che lei entrò con un piatto in mano che conteneva una fetta di carne, che lei aveva già tagliato a pezzi piccoli per farmela mangiare a letto. Appena mi vide sveglio disse: “Come ti senti? Hai voglia di mangiare qualcosa?” Alla mia risposta affermativa, un sorriso la illuminò e senza altre parole mi sistemò in modo tale che potessi mangiare a letto. Mangiare a letto era un privilegio particolare, se il cibo era poi una fetta di carne arrostita, significava che ero stato male davvero, molto male, per essere accudito in quel modo. Negli anni della mia infanzia,la carne la si mangiava la Domenica e qualche volta le polpette nel corso della settimana; con i ragazzi i modi erano spicci, i bambini erano trattati senza molte moine, non c’era ne il tempo ne la cultura. Soprattutto, c’era molto lavoro da fare per mia madre che cresceva quattro figli, accudiva alla madre anziana, mentre doveva occuparsi di tutti i problemi piccoli e grandi della casa che non potevano essere di competenza di mio padre, che usciva molto presto la mattina, lavorava tutto il giorno ed arrivava a casa stanco e molto tardi la sera. Era l’inverno del 1957, avevo appena otto anni ed ero stato colpito dalla influenza “Asiatica”*. Avevo passato la notte con la febbre alta, vomito ed emorragie di sangue dal naso. Mentre mangiavo con piacere, mia madre mi raccontò tutto quello che avevo patito, ed il loro timore per le mie condizioni. Mi ritornò alla mente quella brutta sensazione del sangue che scendeva dal naso, ricordai il mio spavento, per quel rosso che non riuscivo a fermare e che colava da per tutto sporcando le lenzuola ed il cuscino. Il passaggio nel letto dei miei genitori era stato necessario, perché, anche una parte del materasso era stata macchiata dal sangue di quella emorragia e come era prevedibile, mia madre, aveva già lavato tutto, ed il mio lettino non era disponibile per il momento. La pulizia era la prima necessaria ed indispensabile precauzione. Alle mie sorelle era stato permesso di salutarmi da lontano e loro lo fecero affacciandosi sulla porta della stanza da letto dei nostri genitori. Questo mi fece sentire solo ed ammalato per davvero, non mi era mai capitato di stare in quella particolare condizione. Avevo dolori da per tutto, ancora un po’ di febbre e respiravo male, perché una narice era ancora chiusa con il tampone con il quale era stata arrestata la epistassi. La mia meraviglia fu grande quando mi fu riportato da mio zio Antonio, che con sua moglie Titina, allora, abitava ancora con noi: “Tuo padre è stato sveglio tutta la notte accanto a te, era pronto a portarti all’Ospedale dei Pellegrini**, se continuavi a stare tanto male.” Il pensiero che mio padre non aveva riposato per colpa mia mi fece agitare molto, non avrei mai voluto procurare un problema a del genere a mio padre. Mi tranquillizzai, quando mi raccontarono che, fortunatamente, la febbre molto alta, con le cure che furono messe in atto, nel corso della notte diminuì e tutti i gravi sintomi di quella influenza si attenuarono, consentendomi di dormire e recuperare. Mio padre, poté così riposare un poco e andare a lavorare come al solito, certamente più sollevato. Dopo aver mangiato la carne mi fu fatto bere il succo delle arance, altro alimento che si utilizzava molto in caso di malattia. Quando nel pomeriggio ritornò a casa, anche l’anziana zia Titina, fu chiamata a consiglio da mia madre,che aveva già sentito il medico, per meglio curarmi. Così, seppi da lei che mi stavo riprendendo molto velocemente e che la mattina dopo, per completare la mia guarigione, occorreva che mangiassi una colazione a base di zabaione e latte. L’uovo, battuto con lo zucchero, era un altro alimento importante in caso di malattia. Spesso a noi ragazzi era imposto di prendere l’uovo fresco, succhiandolo da un buco che era stato praticato nel suo guscio, una operazione, che fatta alla mattina, appena svegli, non era molto gradita. Quel pomeriggio mi fu consentito di stare a letto e di leggere i miei giornalini preferiti, mentre sentivo le voci di mia madre, di mia zia e della signora Rita che abitava nell’appartamento affianco al nostro. La signora Rita era molto preoccupata, aveva sette figli ed era in ansia per quella influenza che si presentava tanto aggressiva e pericolosa, soprattutto per i bambini e per gli anziani. Sentii mia Zia dire, con voce preoccupata: “Sembra quasi come la “Spagnola***”. Allora morirono tanta gente!” “Signore aiutaci!”esclamò atterrita la signora Rita. Ma mia madre la tranquillizzò: “Allora non c’erano le medicine giuste per curarla, adesso con due siringhe si cura pure una polmonite!” Zia Titina che era nata nel 1903, aveva 15 anni al tempo della “Spagnola”, si ricordava bene di quella grave influenza. “Signora mia” disse rivolgendosi alla nostra vicina; “ A quel tempo non c’era da mangiare ed io andavo girando con una pietra di canfora al petto, unita insieme alla immagine della Madonna del Carmine, quella era la nostra unica protezione.” In quel 1957, l’antibiotico si chiamava ancora “penicillina” e veniva assunta attraverso delle dolorose iniezioni intramuscolari, che avevano bisogno di una lunga preparazione per essere eseguite e una certa abilità per farle. Da noi veniva una donna che girava per le case per fare questo mestiere. Noi ragazzi la chiamavamo la “signorina delle siringhe” e non ci era molto simpatica. In quegli anni tutti sapevano a chi dare la colpa di quelle calamità che ricadevano sul genere umano. Era diventato un luogo comune. Di fronte alle stranezze delle stagioni, ai comportamenti riprovevoli ed immorali delle persone, all’insorgenza della pandemia di quella nuova influenza, la risposta era unanime: “E’ colpa della bomba atomica!” Come poteva spiegarsi diversamente la nevicata del 1956 che fu un avvenimento particolare e strano, una nevicata così intensa che non se ne ricordava una uguale, che lasciò Napoli sotto una coltre di neve alta, per molti giorni. I disagi per la popolazione furono molti, perché nessuno era preparato a quel freddo ed a quelle difficoltà di movimento. Ed ecco che l’anno successivo iniziò quella epidemia che sconvolse tutta l’Europa. “La colpa è della bomba atomica!” Aveva affermato, convinta la Signora Rita, facendo riferimento a quegli esperimenti che gli americani facevano nell’Oceano Pacifico, dove interi atolli scomparivano sotto il fungo prodotto dalle esplosioni di ordigni nucleari. Di quello, ora, fortunatamente, non c’è più il ricordo, di atomico c’è rimasto solo il bikini e Rita Hayworth, la famosa Gilda. Delle bombe atomiche e di quella influenza, oggi non resta memoria. Di quel giorno in cui mi curavo della “Asiatica”, ricordo ancora, che mi riaddormentai, mentre le signore chiacchieravano in cucina e che mi risvegliai per un attimo la sera tardi, quando sentii la mano grande e calda di mio padre poggiata sulla mia fronte per misurare la febbre. Dovevo essere sfebbrato, perché quel gesto preoccupato, divenne una carezza, così dolce che ricordo, ancora, con infinita tenerezza. Note *) L'influenza “asiatica” fu una pandemia influenzale di origine aviaria. Il virus si sviluppò tra gli uccelli e le galline e nel giro di poco tempo passò a colpire l’uomo. Tutto il mondo ne fu vittima negli anni dal 1957 al 1960; al termine del contagio si stimarono oltre un milione di decessi. L’epidemia fu causata dal virus H2N2 (influenza di tipo A), isolato per la prima volta in Cina nel 1954. In quello stesso anno fu preparato un vaccino che riuscì a contenere i danni del contagio. Il virus, nel tempo cambiò la sua struttura e divenne: H3N2, che causò una pandemia negli anni 1968 – 1969, ma i suoi effetti furono molto più leggeri. Questo ceppo, nel corso degli anni, produsse ancora molte sindromi influenzali che assunsero diversi nomi come: ”la coreana”, “la cinese”, “la filippina”. **) Nel 1957 l’Ospedale Santobono ed il suo importante presidio di pronto Soccorso Pediatrico, non era ancora in funzione. ***) L'influenza “spagnola”, conosciuta, anche, come "la Grande Influenza", è il nome della più grave pandemia influenzale che abbia mai colpito il genere umano. Tra il 1918 e il 1919 l’epidemia provocò la morte di oltre 50 milioni di persone nel mondo. Una cifra enorme, molto più alta dei decessi dovuti alle epidemia di peste nel medioevo. I sintomi della “spagnola”erano: tosse, dolori lombari, febbre. Dopo questa fase iniziale, la malattia si sviluppava in maniera imprevista e drammatica, i polmoni si riempivano di sangue e la morte poteva sopraggiungere in pochissimi giorni. A dispetto del nome, l’influenza era stata portata in Europa dalle truppe americane che nel 1917, entrarono in guerra contro gli austriaci ed i tedeschi. Il nome “spagnola”, deriva dal fatto che in Spagna, in quel tempo non c’era la censura militare, perché quel paese non era in guerra ed i suoi giornali furono i primi a darne notizia. La “spagnola” provocò più danno alla popolazione civile di quanto non era stato provocato dalla guerra che pure era stata disastrosa.
Giuseppe Biasco

sabato 2 maggio 2009

Guardate un poco cosa ho trovato...


Sanofi-aventis investe in Messico
100 milioni di euro in un nuovo impianto
per la produzione di vaccini contro l’influenza stagionale e pandemica

- L’accordo firmato a Mexico City durante la visita di Stato del Presidente francese Nicolas Sarkozy -

Mexico City (Messico), 9 marzo 2009 - Sanofi-aventis informa che oggi è stato raggiunto con le autorità messicane un accordo per la realizzazione in Messico di un impianto da 100 milioni di euro destinato alla produzione di vaccini antinfluenzali. L’annuncio è stato dato nel corso di una cerimonia alla presenza di Felipe Calderon, presidente del Messico, e Nicolas Sarkozy, presidente della Francia, a Mexico City per una visita di Stato. L’impianto sarà realizzato e gestito da sanofi pasteur, la divisione vaccinale del Gruppo sanofi-aventis, rappresentato alla cerimonia dal suo Direttore Generale Chris Viehbacher.
«Realizzando questo nuovo impianto, sanofi-aventis è orgogliosa di poter contribuire a consolidare l’infrastruttura sanitaria messicana ed è ansiosa di sostenere l’esemplare impegno del Messico per la salute pubblica tramite l’immunizzazione antinfluenzale e la preparazione a possibili pandemie» ha affermato Viehbacher. «Questo investimento testimonia l’approccio attento alle specificità di ogni Pese di sanofi-aventis alla salute globale. Lo stabilimento porterà benefici alla salute pubblica nel Messico e nell’intera regione latino-americana, nel contesto della preparazione a pandemie influenzali».
L’accordo è stato firmato dai rappresentanti di Birmex (Laboratorio de Biológicos y Reactivos de México) e sanofi-aventis alla presenza del Ministro della Salute messicano José Ángel Córdova Villalobos. In base ai termini dell’accordo, sanofi pasteur produrrà il vaccino antinfluenzale in collaborazione con Birmex, produttore messicano federale di vaccini. Birmex eseguirà alcune fasi della produzione e sarà responsabile della distribuzione al pubblico del vaccino antinfluenzale.
Sanofi pasteur ha programmato di avviare la realizzazione del nuovo impianto per la produzione di vaccini entro poche settimane. Una volta ultimato, entro quattro anni, l’impianto avrà una capacità produttiva annua di 25 milioni di dosi di vaccino antinfluenzale stagionale. Il nuovo stabilimento per la produzione di vaccini sarà realizzato a Ocoyoacac, dove sanofi-aventis ha già un impianto. La nuova struttura sarà progettata per convertirsi al vaccino pandemico qualora l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dichiari una pandemia influenzale umana e ne identifichi il ceppo.
Sanofi pasteur, leader mondiale in ricerca, sviluppo e produzione di vaccini antinfluenzali, lavora per lo sviluppo di vaccini antinfluenzali nuovi o perfezionati per salvare vite umane ed è attivamente coinvolta nella preparazione a eventuali pandemie. Nel corso degli ultimi cinque anni, sanofi pasteur ha effettuato consistenti investimenti per espandere significativamente la propria capacità di produrre vaccini antinfluenzali negli Stati Uniti, in Francia, Cina e ora in Messico. Sanofi pasteur, che nel 2008 ha prodotto più di 170 milioni di dosi di vaccino antinfluenzale stagionale, conferma la propria leadership mondiale nel mercato dei vaccini antinfluenzali.
* * *
L’influenza stagionale
L’influenza è una malattia causata da un virus altamente infettivo che si trasmette facilmente da persona a persona, soprattutto quando l’individuo infetto tossisce o starnutisce. Secondo l’OMS, la casistica mondiale annua dell’influenza interpandemica potrebbe essere nell’ordine del miliardo di casi, responsabili ogni anno di 300-500mila morti in tutto il mondo1. Nelle regioni a clima temperato, le epidemie stagionali esordiscono tipicamente a fine autunno e raggiungono il picco a metà inverno, infettando ogni volta il 5-15 per cento della popolazione, mentre nelle regioni tropicali il virus si può isolare tutto l’anno. La malattia può colpire tutti i gruppi di età, ma il tasso di infezione raggiunge il massimo nei bambini più piccoli che diffondono il virus e rappresentano una potenziale fonte di infezione per i gruppi di età più avanzata, mentre il tasso di forme gravi, complicanze e decessi è massimo nei soggetti di età pari o superiore a 65 anni e in quelli affetti da patologie cardiache o respiratorie1. L’efficacia della vaccinazione nel ridurre non solo i casi di malattia, ma anche il costo economico del suo trattamento è un dato consolidato.

L’influenza pandemica
L’influenza è una malattia causata da un virus altamente infettivo che si trasmette facilmente da persona a persona, soprattutto quando l’individuo infetto tossisce o starnutisce1. Una pandemia influenzale è un’epidemia globale di un virus particolarmente virulento, che non si è mai trasmesso in precedenza alla specie umana, e per il quale non esiste immunità pregressa. Per questi motivi i ceppi pandemici hanno un potenziale così elevato di causare grave morbilità e mortalità. Nel tentativo di ridurre al minimo l’impatto di una pandemia, molti Paesi stanno sviluppando piani nazionali e transnazionali contro una possibile situazione di pandemia influenzale. Ulteriori informazioni su sanofi pasteur e la preparazione a eventuali pandemie sono disponibili a http://pandemic.influenza.com.

Sanofi-aventis
Sanofi-aventis, azienda farmaceutica leader a livello mondiale, ricerca, sviluppa e distribuisce soluzioni terapeutiche per migliorare la vita di ognuno. Sanofi-aventis è quotata alle borse di Parigi e New York.
Sanofi pasteur, divisione vaccinale del Gruppo sanofi-aventis, ha reso disponibili nel 2008 oltre 1,6 miliardi di dosi di vaccino, rendendo possibile l’immunizzazione di più di 500 milioni di persone in tutto il mondo. Sanofi pasteur, leader mondiale nella produzione di vaccini, dispone della più ampia gamma di vaccini protettivi contro 20 malattie infettive. La tradizione dell’azienda nella creazione di vaccini per tutelare la vita umana risale a più di un secolo. Sanofi pasteur è la più grande società del mondo votata esclusivamente ai vaccini e investe ogni giorno più di un milione di euro in ricerca e sviluppo. Ulteriori informazioni su sanofi pasteur sono disponibili a www.sanofipasteur.com.

Bibliografia
1.
http://www.who.int/vaccine_research/diseases/ari/en/print.html

venerdì 1 maggio 2009

L’ipotetica pandemia di influenza Suina è un esempio di terrorismo mediatico basato sul nulla.

Quale sia lo scopo di queste forme di terrorismo mediatico, non è dato di sapere. In genere servono o nel coprire malefatte politiche o giudiziarie o nel fare lucrare somme enormi alle industrie farmaceutiche.
La prima cosa, vorrei far notare, che l’uso di determinate terminologie non solo è difforme dalla realtà, ma a mio avviso, configura il reato di “ procurato allarme “.
Partiamo dal nome dell’ipotetica “ influenza” .
La si chiama” influenza suina” nonostante sia accertato, che di suino non c’è nulla, ma, come capita in ogni influenza, il virus primario, muta in una specie animale, per poi diffondersi tra gli umani.
Ogni anno, periodicamente, viviamo “ influenze “ nate nello stesso modo e nessuno ne fa un’allerta se non per i così detti soggetti deboli o rischio.( sono le normali influenze stagionali)
Ma, parlare di Pandemia, dimostra ignoranza nella migliore delle ipotesi o addirittura malafede.
Perché, chiediamoci, terrorizzare la gente con idiozie simili?
Vorrei che leggeste quello che un banalissimo vocabolario dice sulla parola: Pandemia
“Pandemìa sf. [sec. XIX; dal gr. Pandemía, il popolo tutto, da pân , tutto + démos, popolo].( avete capito bene- Tutto il popolo ) Epidemia di grande estensione, tale da coinvolgere diverse regioni, Stati e Paesi. Presupposti fondamentali per un simile evento sono: contemporanea presenza di numerose sorgenti di infezioni in molteplici.”
In Italia non vi è un caso accertato e nel mondo su Miliardi di abitanti si contano massimo un centinai di casi, che bisogna anche verificare se veri o pure bufale. ( chi mastica un poco di statistica sa bene che numeri così bassi sono influenti su di un numero cos’ enorme.)
Ma le avete viste quelle immagini alla televisione: popolazioni, con bende sulla bocca, gente che su aggira sperduta come dopo un cataclisma? Dove sono state girate? Quando?
A parte la, pessima qualità video, chi ci dice che siano attuali ed attinenti.
Basta, dobbiamo ribellarci con rabbia a chi vuole con la paura, tenere sotto controllo un popolo.
Ho sentito paragonare questa “ influenza inventata “ alla Spagnola.
Ma, si possono fare simili raffronti, come se gli anni passati non abbiano cambiato nulla sull’igiene e le scoperte scientifiche e sulla tecnologia.
Ma siamo pazzi? A chi si vuole prendere in giro. Come si possono fare certi paragoni?
Ve la ricordate l’aviaria. L’unico caso scandaloso di “Pandemia con nessun caso in Italia”.
Solo miliardi di euro per vaccini inutili. Nostri soldi sprecati, per arricchire le aziende farmaceutiche.
Poteri andare oltre, ma lo schifo che mi assale è totale.
Amici, aiutatemi nel diffondere questo articolo, cos’ la pandemia la realizzeremo noi, con il virus dell’indignazione e della rivalsa.
Mandiamo a casa, questa massa di ipocriti e venditori di “ Cz”
Riprendiamoci la dignità di essere rispettati, come esseri pensanti e non solo idioti da tenera a bada.
Giuseppe Maria Galliano